Ricerca, fede e responsabilità:
Il valore delle università cattoliche
RESEARCH, FAITH, RESPONSIBILITY
INVESTIGACIÓN, FE, RESPONSABILIDAD
RECHERCHE, FOI, RESPONSABILITÉ
La sfida quotidiana delle istituzioni cattoliche non può rispondere (solo) a logiche di mercato. Esse devono fornire chiavi interpretative rimanendo ancorati ai valori di riferimento.
Il compito degli atenei è fornire chiavi interpretative
rimanendo ancorati ai nostri valori di riferimento.
In collaborazione con istituzioni, associazioni,
imprese e la Chiesa.
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di ELENA BECCALLI *
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In
un’epoca segnata da profonde e rapide trasformazioni, le università cattoliche
sono sempre più chiamate a dare un contributo di pensiero originale, facendosi
interpreti delle complessità del presente e proponendo uno sguardo nuovo sulla
realtà. In altre parole, università nel mondo e per il
mondo. Una missione fondata sul valore dell’educazione, troppo spesso
sottovalutata, ma fondamentale per formare giovani che diventino lievito di
processi orientati al bene comune, alla promozione della dignità della
persona, alla pace.
È
innanzitutto necessario definire che cosa non deve limitarsi a essere
un’università cattolica. Lo ha chiarito recentemente monsignor Paul Richard
Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni
Internazionali, durante l’intervento pronunciato in occasione dell’assemblea
generale della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche (Fiuc) in Messico. In particolare, ha
sottolineato che questa non deve essere «semplicemente un’istituzione in più
nel mercato globale delle idee» e tanto meno «cattolica solo per il numero di
crocifissi sulle pareti o per le celebrazioni nella sua cappella».
Un’università veramente cattolica – ha detto – è un luogo in cui «la ricerca
della verità è in armonia con la certezza della fede».
Le
università cattoliche vivono da sempre tenendo conto di questa tensione:
coniugare ricerca della verità e certezza della fede. È
una sfida che dobbiamo avere presente tutti i giorni.
A queste
parole così limpide, aggiungerei che il processo di ricerca della verità si
fonda, come in tutte le altre università, sul metodo scientifico. In tale
ottica, il nostro compito è offrire metodi di comprensione della realtà, scevri
da pregiudizi e costantemente sottoposti a verifica, in piena sintonia con il
rigore del metodo scientifico. Nel processo educativo delle nuove generazioni
adottiamo pertanto modelli orientati a sviluppare senso critico, insegnando a
formulare domande di senso che guardino al futuro e stimolando gli studenti a
confrontarsi con i paradigmi dominanti per proporre prospettive nuove sulla
realtà. La nostra responsabilità è, cioè, formare a uno sguardo lungo e
integrale. Questo è l’impegno quotidiano dell’intera comunità
universitaria: offrire modelli di pensiero adeguati, ciascuno secondo la
propria disciplina, con libertà intellettuale e una incessante tensione verso
la verità. Un compito questo che svolgiamo in costante dialogo con la Dottrina
Sociale della Chiesa. Ce lo ha ricordato papa Leone XIV durante uno dei
suoi primi interventi che ha tenuto ai membri della Fondazione Centesimus
annus. Per il Santo Padre la Dottrina Sociale «ci educa a riconoscere
che più importante dei problemi, o delle risposte a essi, è il modo in cui li
affrontiamo, con criteri di valutazione e principi etici e con l’apertura alla
grazia di Dio».
Il
nostro compito di educatori è fornire chiavi interpretative, rimanendo ancorati
ai nostri valori di riferimento. Per farlo, ci impegniamo a lavorare attraverso
alleanze strategiche per una cooperazione creativa con istituzioni,
associazioni, imprese e con la stessa Chiesa cattolica. L a
cooperazione creativa ritengo sia molto importante proprio anche tra le
università cattoliche, nella federazione europea così come in quella
internazionale. Non è infatti richiudendosi o adottando logiche competitive che
esse possono realizzare la loro finalità autentica. Serve invece lavorare
insieme avendo presente che le università cattoliche nel mondo contano ben
6 milioni di studenti (dati Fiuc).
Un
patrimonio immenso – anche per la varietà di esperienze e di presenze - per la
Chiesa e per la società civile, che attendono un contributo di pensiero dalle
università cattoliche per alimentare nuovi paradigmi. In tal senso gli atenei
cattolici sono chiamati a mantenere viva la propria voce nei consessi
internazionali e partecipare attivamente alla trasformazione della realtà.
C’ è
poi anche una questione un po’ ostica che è relativa al fatto che la cifra
culturale di una università cattolica si misura sulla capacità dei docenti di
trasmettere dei valori. Non sto parlando di una trasmissione strettamente
pedagogica e men che meno ideologica, bensì del proposito di dare rilievo a
questa dimensione. Una tensione alla formazione di donne e uomini di valore e
di valori. Ecco perché ho più volte descritto l’università come uno spazio in
cui il sapere si vive e si sperimenta. Un’università non solo come luogo di
trasmissione del sapere ma di esperienza del sapere.
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