venerdì 24 maggio 2019

EDUCATION FOR PEACE IN A MULTI-RELIGIOUS WORLD


The Vatican’s Pontifical Council for Interreligious Dialogue (PCID) and the World Council of Churches (WCC) have launched a joint document to encourage Churches and Christian organizations to reflect on the structural roots that have led to the disruption of world peace.

By Robin Gomes

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The document entitled, "Education for Peace in a Multi-Religious World: A Christian Perspective",  was presented by the Pontifical Council for Interreligious Dialogue (PCID) and the World Council of Churches (WCC) during a conference in Geneva on May 21 on "Promoting Peace Together".
The document has been defined by the signatories as "an important milestone in our ongoing commitment to strengthening ecumenical relations through the promotion of interreligious dialogue". 
Among those present at the release of the document were PCID Secretary, Bishop Miguel Ángel Ayuso Guixot, WCC Secretary-General, Olav Fykse Tveit, Holy See’s Permanent Observer to the United Nations and Specialized Agencies in Geneva, Archbishop Ivan Jurkovič  and the representative of the Permanent Mission of the United Arab Emirates, Aalya Al Shehhi.
The conference devoted ample time to the historical “Document on Human Fraternity for World Peace and Living Together” signed by Pope Francis and the Grand Imam of Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb in Abu Dhabi on February 4.
Terrorism threatening planet
“Our daily experience confirms that we live in a fractured world and that polarization is increasing,” Bishop Ayuso noted in a brief presentation.  The ecological crisis and political, economic, and social instability, he said, continue to threaten the well-being, if not the very existence of the planet.
“Deadly terrorism, acts of religiously motivated violence, radicalization or self-radicalization via social media, hate speech, as well as extremist preachers, missionaries, and religious institutions that sow the seeds of hatred and violence are social scourges that must be addressed,” he said.
Religions for peacebuilding
For this reason, the Spanish bishop said, the document is "grounded in our shared conviction that education has a vital, indeed essential role to play in resolving conflicts, preventing their recurrence, healing the wounded, restoring justice, and upholding the equal dignity of all.”
Even though the joint PCID-WCC document is written by Christians for mainly Christians, the bishop pointed out that peacebuilding needs to embrace everyone.  He hoped that the document will generate a broad interaction on education for peace involving followers of other religions, as well as social and political actors in our multi-religious world.
The document "Education for Peace in a Multi-Religious World: A Christian Perspective" is divided into three sections.
The first section gives seven reasons why Christians should engage in education for peace.  The second section points to twelves areas and strategies for implementing peacebuilding through education.   The final part offers ten recommendations to Churches, Christian educational institutions and the national and regional confessional ecumenical bodies for prayerful reflection.






 

mercoledì 22 maggio 2019

DALLE SOCIAL NETWORK COMMUNITIES ALLA COMUNITA' UMANA


Social media: strumenti per costruire e dare voce a chi non ha voce

Convegno promosso dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede sul tema “Dalle social network communities alla comunità umana. Le nostre esperienze”

di Marina Tomarro - Città del Vaticano
 
I video postati sulla Global page di Vatican News su Facebook sono stati visti 15 milioni di volte. Quelli più apprezzati riguardano alcuni momenti salienti dei viaggi di Papa Francesco. Tra questi, la Messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi, la Veglia con i giovani durante la GMG a Panama, la visita in Marocco o l’ultima in Bulgaria, con i bambini che giocavano con le rose dopo aver fatto la loro Prima Comunione dalle mani del Pontefice. Proprio i social media sono stati al centro dell’incontro che si è svolto ieri nella sede del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, che ha avuto come filo conduttore il tema “Dalle social network communities alla comunità umana. Le nostre esperienze”.
Portare il messaggio evangelico in Rete
“Essere rete nell’era della rete – ha spiegato Paolo Ruffini prefetto del Dicastero per la Comunicazione – non è costruire una burocrazia digitale, ma inculturare il messaggio evangelico nel mondo della multimedialità. La parola del Papa è già presente nelle reti social, ma molti giovani non lo sanno. Questo è un nuovo modo di testimoniare per capire prima e governare poi tutti i cambiamenti che ci attendono” I social media vaticani sono presenti nella rete con 23 lingue su Fb; 6 account in Twitter; un canale YouTube in 14 lingue e con un account multilinguistico su Instagram. Ogni giorno vengono aggiornati con notizie che riguardano non solo il Vaticano ma anche il mondo della Chiesa.
I tweet del Papa: capsule d'amore nel mondo
“La nostra presenza sui social – ha sottolineato Nataša Govekar direttore del Dipartimento Teologico-Pastorale – ha come obiettivo quello di raggiungere le persone là dove si trovano. Per poter portare la parola di Dio ovunque. Tanti fedeli vivono in luoghi lontanissimi da Roma e magari non riusciranno a venire mai in piazza San Pietro ad ascoltare Papa Francesco. Ma i suoi Tweet su @Pontifex sono seguiti da 48 millioni di persone in 9 lingue, pochi caratteri che hanno un grande significato. I social media diventano così un esercizio per trovare l’essenziale. Si comunica con piccole pillole di saggezza o capsule d’amore”.
Parlare social: i linguaggi differenti
E quelli che seguono le pagine social vaticane non sono utenti passivi, ma commentano, pongono domande e curiosità, soprattutto attraverso i post su Facebook. “Esistono linguaggi differenti sui social – ha rilevato Juan Narbona docente presso la Pontificia Università della Santa Croce – le persone su Fb tendono ad essere più aperte, mentre su Twitter spesso la comunicazione diventa essenziale. Instantgram invece è un mondo a parte, è rivolto molto ai giovani e quindi deve essere vivace e allegro. Quando comunichiamo con i social dobbiamo rispettare un galateo speciale che ci dovrebbe imporre una buona educazione e una moderazione nel linguaggio, cosa che invece oggi è diventata molto difficile in rete”.
Una Rete delle Reti
Proprio su Instantgram sono particolarmente seguite le foto "Black and White" cioè una serie di scatti in bianco e nero che ripercorrono le cerimonie in Vaticano nel corso degli anni, partendo dai primi del novecento e “Accadde oggi”, dove sul profilo de L'Osservatore Romano, vengono riproposte le prime pagine che raccontano i grandi eventi del passato. “Per essere incisivi e mirati – ha concluso Davide Dionisi coordinatore dei Social Media Vaticani – non esiste una ricetta ideale se non quella della continua sperimentazione. Ovviamente non deve mai venir meno una buona dose di fantasia e il confronto costante, così come quello avviato oggi con chi si occupa del settore, per dare vita ad una rete delle reti”.
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Al Convegno ha partecipato il segretario generale, Giovanni Perrone, in rappresentanza dell'UMEC-WUCT. Nel suo breve intervento ha illustrato le principali caratteristiche del blog http://Wuct-Umec.blogspot.com e i positivi risultati conseguiti. 
Periodicamente  si incontreranno i rappresentanti delle varie istituzioni presenti (congregazioni, università, associazioni, movimenti) per proseguire un comune cammino che aiuti tutti a migliorare le varie forme di comunicazione e permetta a tuti di interagire proficuamente.


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"IL SEGRETO PER NAVIGARE 
NELLA VITA E' INVITARE
 GESU' A BORDO.
IL TIMONE DELLA VITA
 VA DATO A LUI,
 PERCHE' SIA LUI 
A GESTIRE LA ROTTA"

Papa Francesco, tweet
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30 MAI : ASCENSION 2019 Journée Mondiale de l’Enseignement Catholique


   

 
30 MAI : ASCENSION 2019
Journée Mondiale de l’Enseignement Catholique
MESSAGE DES EQUIPES ENSEIGNANTES DU CONGO

Un peu partout au Congo, les Mouvements d’Action Catholique renaissent dans nos milieux de vie et nos paroisses. Ainsi donc les chrétiens sont appelés par l’Esprit Saint à témoigner de leur foi là où ils vivent, à être « PAROLE DE DIEU », là où ils exercent leur profession.
Dans notre monde scolaire si désireux de paix, d’entente, de dialogue, de repères, beaucoup d’enseignants, j’en suis sûr, ressentent le désir de se retrouver, peut-être de faire équipe ou communauté.
OUI !! SE RETROUVER : pourquoi ?
·         Pour réfléchir sur notre vocation d’enseignant et d’éducateur chrétien dans nos établissements scolaires
·         Pour approfondir notre vocation d’enseignant et d’éducateur chrétien dans nos établissements scolaires
·         Pour débattre des problèmes d’éducation par rapport à notre culture et aux problèmes du monde moderne en pleine évolution
·         Pour évaluer de temps en temps notre action éducatrice et notre témoignage, par la révision de vie
·         Pour partager la Parole de Dieu entre éducateurs et enseignants qui partagent la même foi
·         Pour nous sentir solidaires dans les difficultés pour accomplir notre tâche si difficile et complexe d’aujourd’hui
·         Pour prier pour ces jeunes, ces élèves que le Seigneur met sur nos routes
La rencontre nationale des Equipes Enseignantes du Congo tenue du 23 au 25 avril 2019 a été vraiment pour les Equipes Enseignantes un moment de réfléchir ensemble pour aller lentement mais sûrement de l’avant.
         Oui, nous nous sommes retrouvés et reçus des grâces et nous avons l’obligation de maintenir cette lampe allumée. Soyons donc constamment :
a)dans la méditation transcendantale ou l’oraison
L’oraison c’est l’heure de vérité. Elle nous permet de nous connaître et changer. Alors l’Esprit Saint guérit nos blessures et efface nos péchés. Il nous fortifie contre les attaques du démon, nous rend victorieux des tentations, en particulier de la chair. Il nous purifie lorsque le contact avec le monde corrompu(le mensonge, l’argent, les médias…) nous a salis. Il agit dans le cœur profond. Il nous sanctifie et nous éclaire puisqu’il est le SEUL MAÏTRE.
b) dans la BONNE PUISSANCE
Nous ne devons pas laisser la responsabilité de notre corps aux autres : médecins, psychologues, psychiatres, aux parents. Nous devons faire un travail de retrouver les clefs de notre corps, d’en prendre possession et retrouver la santé, la vitalité et l’autonomie qui nous est propre. Ce travail s’appelle le travail énergétique.
Ce n’est que dans ces conditions que nous pourrons aider nos enfants à grandir en changeant de niveaux de conscience et ainsi leur apprendre à bâtir la paix d’abord en eux-mêmes pour la répandre chez les autres.

BONNE FETE A TOUS
        
Pelage UWIMANA
Secrétaire National des EECO
Le Bureau de la Coordination Nationale des Equipes Enseignantes du Congo
 Tel : 069103886/066201410/065948394
             E-mail :equipesbrazza@gmail.com
        RC : N°001247/MID/DPN/SG/DDSP/SR
Compte BANQUE POSTALE30019/08000/10754630007/76